Lago d'Iseo

Il lago di Iseo presenta un fascino raro. Per volere della sua gente, che continua a considerarlo luogo in cui abitare, è rimasto ai margini delle grandi rotte turistiche. Lo si capisce subito quando si percorrono le vie dei suoi borghi, prive di negozi per turisti, ma animate da un ritmo sincero, quello fatto di incontri quotidiani, della spesa nella piazza del mercato, del bicchiere di bianco prima della cena e delle piccole osterie, alcune delle quali stellate, in cui far tardi gustando un piatto di pesce di lago e un buon bicchiere di Franciacorta.

Iseo è il paese considerato “capoluogo” del lago. Un piccolo borgo con antichi vicoli, romantiche piazze e silenziose chiesette votive. Dal suo imbarcadero si può raggiungere Montisola, l’ennesima sorpresa di questo lago

A vederla sembrerebbe un’imponente montagna della sponda opposta, ma dal battello ci si accorge presto che quel monte è una vera e propria isola che emerge dal lago o meglio, come dicono i geografi, è l’isola lacustre più grande e più alta d’Europa: 4,28 chilometri quadrati di superficie per 599 metri di altezza.

Un’isola che conta 11 paesi, 1.830 abitanti, un castello, 8 chiese, 9 sorgenti, 16.000 olivi, qualche vigna e, ovunque, boschi di castagni. Le sue strade sono vietate alla macchine e solo gli abitanti possono utilizzare i ciclomotori, mentre ai forestieri è permesso esplorare l’isola solo a piedi, in bicicletta o con i piccoli minibus pubblici.

Un paradiso ecologico con una vocazione per l’agricoltura e per l’artigianato, quest’ultimo riconosciuto a livello mondiale per la costruzione di reti da pesca e di barche a remi a doppia prua, i ‘naèt’ dei pescatori, capaci di invertire la rotta senza virare.

Sulla sommità dell’isola c’è il santuario della Madonna della Ceriola, che non è solo la chiesa più antica dell’isola (V secolo), ma anche un ottimo belvedere e un curioso museo di storia locale, scritta dagli ex-voto lasciati dai fedeli.

Montisola fu anche testimone, nell’800, della storia d’amore fra un musicista polacco e una scrittrice francese, entrambi destinati a glorie future. Lei si chiamava Aurore Dupin, ma firmava i suoi libri col nome di Gorge Sand, lui era battezzato come Fryderyk Franciszek, ma preferiva farsi chiamare Frédéric François Chopin.

Vissero insieme nel piccolo borgo di Sensole e di quella loro love story è rimasto un libro che la Sand ambientò qui e intitolò “Lucrezia Floriani”. 

Dalla letteratura alla natura, tutto invita a immergersi in una dimensione magica, degna di più di una visita.